Dove l'Adda e il Lambro incontrano il Po
Il Pannerone

È un formaggio unico al mondo e di origine antiche. Nel medioevo era prodotto dai monaci benedettini, oggi è il Caseificio Carena di Caselle Landi a continuare la tradizione del Pannerone. Dal 2003 è un presidio Slow Food ed è in attesa del riconoscimento di DOP europea.

Il nome deriva da “panèra” (panna) perché è prodotto usando esclusivamente latte crudo (naturale e appena munto), senza aggiunta sale e altre sostanze, chimiche o biologiche.

Il sapore del formaggio è deciso, dolce e burroso, con una leggera punta di amaro dovuta all’assenza di salatura.

Si accompagna piacevolmente a sapori dolci come il miele, la marmellata, la mostarda, la frutta ma anche le acciughe sotto sale (previa dissalatura). È utilizzato nella preparazione di risotti.

Pannerone dove: Caseificio Carena

Il Mascarpone

Il termine lombardo mascarpa ha origini galliche e significa “figlio di una divisione”, che nel caso del formaggio indica il prodotto che nel latte si ottiene separando la cagliata (la parte solida) dal siero (la parte liquida). Il mascarpone è un formaggio tradizionale, cremoso, consistente e di sapore molto dolce.

Va consumato fresco e non essendo prodotto con il caglio è utilizzato nella cucina vegetariana. È la base di molti dolci, unito al liquore, caffè, zucchero, crema di latte e uova. Nella ricetta del dolce tiramisù è l’ingrediente fondamentale. La crema di mascarpone (con zucchero e uova) è l’abbinamento ideale dei dolci lievitati come panettone e pandoro.

Mascarpone dove: Caseificio Carena

La torta di Noci

E’ un formaggio ottenuto dalla sovrapposizione di strati di gorgonzola e mascarpone, ricoperto di mascarpone e con una guarnizione di noci, del tutto simile a una torta, con peso tra 8 e 10 kg. È un prodotto stagionale e artigianale realizzata dal Caseificio Carena nel periodo compreso tra fine ottobre e marzo.

Torta di noci dove: Caseificio Carena

Il Gorgonzola

La leggenda narra che un giovane casaro innamorato, attardandosi con la sua bella, avrebbe tralasciato di ultimare il lavoro della giornata, rimandandolo al giorno dopo. Mescolando la cagliata del latte munto la sera con quello del mattino, il giovanotto avrebbe ottenuto un formaggio mai prodotto prima: il gorgonzola. Il nome sembra derivare dalla cittadina di Gorgonzola, alle porte di Milano, dove si fermavano una volta le mandrie in transito per far riposare le vacche. Da qui “stracchino di Gorgonzola” perchè fatto col latte delle vacche stracche (stanche).

Il gorgonzola è un formaggio a pasta cruda di colore bianco e paglierino, per il quale viene utilizzato solo latte intero di vacca pastorizzato. Le screziature sono dovute alla formazione di muffe, un processo naturale chiamato erborinatura. Più i mesi di stagionatura aumentano, più il formaggio si fa più intenso di gusto e odore.

Gorgonzola dove: Caseificio Carena, Caseificio Croce

Il Tipico Lodigiano

Discende direttamente dall’antico Granone Lodigiano ed in questo territorio è prodotto in caseifici che hanno una lunga tradizione familiare di formaggi, utilizzando latte crudo di stalle del circondario.

È un formaggio magro prodotto dalla lavorazione del latte di mucche alimentate per la maggior parte a fieno. di estrema digeribilità grazie alle sue proteine che in fase di stagionatura sono scomposte in sostanze immediatamente assimilabili dall’organismo. È molto ricco di calcio e privo di lattosio.

La pasta del tipico è di colore giallo paglierino tendente al rosato e rispetto agli altri grana, ha una granulosità più abbondante. A maturazione completa ha un profumo intenso e un sapore pieno, non piccante né troppo salato.

Tipico lodigiano dove: Caseificio Zucchelli, Azienda agricola Dedè Borghetto Lodigiano

La Raspadura

Più che un formaggio, la raspadura è un modo di tagliare a scaglie sottilissime le forme intere di grana.

L’operazione si esegue con un coltello flessibile, lungo e a forma piatta che nei mesi freddi può anche essere scaldato. La forma del grana viene appoggiata su una superficie piatta o anche su un tornio naturale. la forma di grana poco stagionato (da quattro a sei mesi). Nasce come sottoprodotto delle casere: durante la verifica del grana in stagionatura, si scartavano le forme che presentavano difetti (compattezza, crepe, bolle interne). Queste venivano talvolta donate ai contadini delle cascine ma più spesso portate nei mercati di Lodi, per essere vendute in scaglie. Prodotto tipico della gastronomia lodigiana, i petali sottili e soffici del grana si prestano ad essere gustati come aperitivo da ma anche per accompagnare innumerevoli ricette.

Raspadura dove: Caseificio Carena, Caseificio Croce, Caseificio Zucchelli

La Cotognata

Nel lodigiano, un tempo le mele cotogne rappresentavano la coltivazione più diffusa, tanto che proprio dal quel frutto si dice che Codogno abbia preso il nome (cotoneus). Il frutto non è buono da mangiare a crudo ma è l’ideale se trasformato in marmellata dal sapore dolce e dall’aspetto solido e compatto. Nelle campagne del basso lodigiano non c’era famiglia che non la producesse in casa.

Cotognata dove: Pasticceria Cornali

I biscotti Codogno

È un prodotto tipico di pasticceria, creato agli inizi del ‘900 da Angelo Cornali. Le medaglie riprodotte sulla scatola sono alcune delle numerose onorificenze che hanno premiato questa specialità .

I biscotti Codogno sono ottimi a fine pasto e accompagnati con vini dolci o liquorosi. L’utilizzo di soli ingredienti naturali, l’assenza assoluta di additivi o conservanti, il gusto un po’ esotico del cocco e la lavorazione tutta artigianale, ne fanno un prodotto buono, genuino e diverso da tutti gli altri, un prodotto che ci riporta alle antiche tradizioni.

I biscotti di Codogno dove: Pasticceria Cornali

Torta San Biagio

Premiata in concorsi nazionali di pasticceria, la torta “San Biagio” è un prodotto stagionale, legato alle ricorrenze del santo (3 febbraio). La tradizione locale vuole che dopo essere andati in chiesa a farsi benedire la gola si passi in pasticceria a gustare la famosa torta.

È composta da una base di pasta frolla con un leggero strato di marmellata di arance amare, con uvetta e arancio candito. Nella parte superiore viene adagiato uno strato di pan di spagna profumato al maraschino e poi un composto a base di zucchero, mandorle, burro e uova. Prima della cottura viene cosparsa di mandorle filettate. Una volta tiepida, la torta è glassata e decorata.

Torta San Biagio dove: Pasticceria Cornali

Torta di Casale

La Torta di Casale, è sicuramente una torta di origine antichissima e artigianale. È in particoalre legata ai festeggiamenti del patrono di Casalpusterlengo, San Bartolomeo, che ricorre il 24 d’agosto. La ricetta molto semplice. Tre gli ingredienti regolati da precise proporzioni: il quantitativo di burro deve essere la metà rispetto alla farina; il quantitativo di zucchero, la metà del burro. L’abilità sta nel riuscire ad impastare tutto con la forza delle mani, senza utilizzare uova o altri elementi che servono per legare. La torta viene poi farcita con pere, prugne o pesche.

La Turta di Casal dove: Pasticceria Zanoni, Panificio Monico, Panificio Pedrazzini, Panificio Galimberti, Dolci Follie, Bar Pasticceria Cornali

I calissoni di Casalpusterlengo

L’origine dei biscotti tipici di Casalpusterlengo è ignota ma se ne hanno notizie fin dal ‘700. Nel ‘900 si erano perse le tracce, tanto che la produzione era entrata nella leggenda. Ritrovata la ricetta, il pasticcere Giuseppe Cornali ha ridato nuova vita ai calissoni, prodotti artigianalmente con materie semplici: farina, burro, zucchero e aromi naturali.

Calissoni dove: Pasticceria Cornali

I vini di San Colombano al Lambro

Il vino e la vite hanno una storia antica nel territorio di San Colombano al Lambro. Nel 1984 ha ottenuto il riconoscimento di zona a denominazione d’origine (DOC) che prende il nome del santo Irlandese la cui immagine stilizzata è diventata il marchio dei vini qui prodotti.

Il San Colombano rosso è ottenuto da uve croatine (30-50%), barbera (25-50%) ed uva rara ( max 15%), può essere prodotto come vino di pronta beva, anche frizzante, oppure fermo come vino da medio a lungo invecchiamento, da abbinare con piatti di carne elaborati o formaggi stagionati di qualità.

Il San Colombano bianco è prodotto come tranquillo o vivace a partire da uve chardonnay (min.50%) e pinot nero (min. 10%).

Dalla vendemmia 1995, la zona di produzione del vino Doc San Colombano è anche zona ad indicazione geografica tipica (IGT) “Collina del Milanese”.

Vini San Colombano dove: http://www.sancolombanodoc.it

Az Agricola Nettare dei Santi

Le birre artiginali Brewfist

Il Brewfist di Codogno è una realtà birraria giovane, è nata nel 2010 ma già importante e matura. È forte di una produzione di birre tutte di notevole livello, con un orizzonte di riferimento il mondo anglosassone e quello statunitense. Qualche nome: la Burocracy fa parte delle “prime nate” insieme alla 24K, una golden ale da 4.6% vol, alla Jale (extra special bitter da 5.6% vol.) e alla Fear (milk chocolate stout) da 5.2% vol. A queste poi si aggiungono la Spaceman (india pale ale), la Caterpillar (american pale ale), la 2 Late (double IPA), la XRay (imperial porter), la Czech Norris (imperial pils) e infine una black IPA chiamata Green Petrol.

Le birre artigianali Brewist dove: Birrificio Artigianale Brewfist



Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per le proprie funzionalità. Se vuoi sapere di più sull'utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l'uso, leggi la nostra informativa estesa sull'uso dei cookie, oppure modifica le impostazioni dei cookie. Cliccando su "Accetta cookie", scorrendo la pagina o cliccando su qualunque elemento nella pagina acconsenti all'uso dei cookie.