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Storica marcita lodigiana

36_chiusa Marcita IstitutoCazzulaniLa marcita è il simbolo di una agricoltura antica e caratteristica della pianura padana. Essa è una tecnica di coltivazione attribuita ai monaci provenienti dalla Francia – i benedettini dell’ordine cistercense – che consiste nell’utilizzo dell’irrigazione a gravità, impiegando l’acqua proveniente dalle risorgive anche nella stagione invernale. L’acqua che sgorgava tutto l’anno a temperatura costante (da 9°C a 14 °C) impediva che il suolo ghiacciasse, consentendo lo sviluppo della vegetazione anche durante l’inverno. Queste condizioni permettevano di effettuare annualmente almeno sette tagli di foraggio fresco e ciò favorì anche nel lodigiano l’espansione degli allevamenti di vacche da latte (bergamine). Da qui, la trasformazione in formaggio, anche a lunga conservazione come il Granone Lodigiano. A partire dalla fine degli anni Settanta, la diffusione dell’agricoltura intensiva cerealicola e risicola nelle campagne ha cancellato le marcite, la coltivazione del trifoglio e quindi anche la produzione del Granone. Oggi la conservazione della marcita ha anche un valore ambientale importante per tenere viva la biodiversità. La temperatura costante dell’acqua consente infatti la vita di microrganismi, insetti, crostacei, anellidi che alimentano una gran varietà di uccelli: garzette, aironi, gallinelle d’acqua, fagiani. Ascolta i versi degli uccelli e quello degli anfibi.

 

Per conoscere di più:
https://it.wikipedia.org/wiki/Marcita

Foto: La civiltà contadina in terra lodigiana (Istituto Cazzulani)

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